Non ce l’ha fatta Frits Bolkestein a vedere l’ultimo capitolo (se è l’ultimo) della saga – tutta italiana – delle concessioni balneari. Adesso Il Consiglio di Stato ribadisce che le concessioni balneari dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre 2027. Niente nuove proroghe, indennizzi automatici o diritti acquisiti per i concessionari uscenti. Il pronunciamento segna quindi la chiusura definitiva di una stagione durata anche troppo. Dopo anni di rinvii, l’Italia dovrà finalmente applicare il principio stabilito dall’Unione europea: le spiagge sono beni pubblici e il loro affidamento deve avvenire attraverso gare trasparenti, aperte e competitive. La partita non è più se fare le gare, ma come farle. È (stata) una brutta storia, molto simile a quella delle “quote latte”, che getta una luce sinistra su tutto il sistema italiano delle concessioni: dalle acque minerali agli aeroporti, dalle piste da sci ai porti turistici. Beni pubblici privatizzati sottocosto.




