Nel nostro Paese, la presenza delle catene alberghiere, in particolare a quattro e cinque stelle, è destinata a consolidarsi. Lo dice Italy Chains Monitor di Thrends, secondo cui la quota di mercato delle catene alberghiere salirà dall’attuale 21% al 25% del totale ricettivo italiano raggiungendo i 2.900 esercizi nel 2030 (ma non sono 33 mila solo gli alberghi?). Tra le future aperture, sono le grandi catene internazionali a rappresentare la maggiore fetta rispetto ai gruppi italiani: 60% contro 40%. Sono soprattutto brand statunitensi (39%), francesi (14%) e britannici (13%). Un futuro in crescita che poggia su un incremento già avviato in questi ultimi anni: dai 138 gruppi alberghieri censiti da Thrends nel 2013, ad oggi se ne contano 308. La maggior parte di essi si concentra in Lombardia, con il 23%, seguita da Lazio (17%) e Veneto (12%), mentre al Sud si piazza al primo posto la Sicilia, con quasi il 10% sul totale nazionale. Ma diversamente dal passato la crescita non coincide necessariamente con strutture sempre più grandi, in quanto la media delle camere è scesa da 110 del 2013 a meno di 100 oggi, segnalando nuove strategie orientate anche verso i centri minori e alla ricerca del presidio di alcune destinazioni di maggior rilievo del nostro Paese. Più piccolo è più bello, o solo più utile?




