L’aumento delle temperature degli ultimi anni ha contribuito all’incremento dei flussi estivi nelle località di montagna, che per molte persone cominciano ad avere appeal tutto l’anno, spingendo gli acquisti di immobili da utilizzare come case vacanza. Ad oggi, le località dove è possibile praticare sport invernali per l’intera stagione sono pochissime e, di conseguenza, richiestissime. A questo si aggiunge la crescita della montagna estiva. I dati sul mercato delle abitazioni di Immobiliare.it, elaborati per Il Sole 24 ore, mostrano le oscillazioni del valore degli immobili innescate dal turismo di massa nelle località di montagna. La variazione della domanda nelle principali mete del turismo montano italiano vede Madonna di Campiglio, in Trentino, e Gressoney-Saint-Jean, in Valle d’Aosta, in cima alle preferenze. Qui la richiesta di immobili è cresciuta del 68% rispetto all’anno scorso. A Sestriere, in Piemonte, del 42%, nei comuni valdostani Cogne e Valtournenche del 25%. E all’andamento crescente della richiesta di immobili corrisponde un incremento dei prezzi (10mila euro al metro quadro per una casa a Madonna di Campiglio!), come vuole la legge del mercato. La situazione nelle diverse località ovviamente non è omogenea, e mentre in alcune la domanda aumenta, ci sono molti piccoli comuni che affrontano il problema dello spopolamento. L’altra faccia della medaglia dello sviluppo turistico e immobiliare degli anni 70 basato sui vecchi paradigmi di vacanza invernale vede, in primis in Appennino, una crisi che si riflette nello svuotamento dei paesi da parte di turisti e cittadini. Non basta un borgo, ci vuole anche un motivo.




