BORGHI E TURISMO, OLTRE LE CREDENZE

L’analisi di Lybra Destination Lab condotta su 348 aree interne si occupa di smentire (chissà perché?) che le sagre contribuiscono davvero a trainare il turismo dei borghi. In Lombardia, le camere-notte occupate durante questi eventi crescono appena del 2,8%, con un calo delle ricerche di alloggio del 3,1%, mentre in Umbria la correlazione tra il numero di eventi e la crescita di presenza legate alle sagre è pressoché nulla, pari al -0,03%. Il contributo maggiore è dato dalle presenze straniere, aumentate del 14% negli ultimi cinque anni contro un +6% degli italiani. Nonostante questa tendenza, ci sono casi in cui l’aumento della componente italiana resta significativa: nelle località abruzzesi di Roccaraso e Rivisondoli si è registrato rispettivamente un +72% di italiani e un +554% di stranieri e un +59% di italiani e un +365% di stranieri: dati poco verosimili per località ben difficilmente classificabili come “borghi”. Resta quindi una questione di fondo: quando parliamo di borghi, di che cosa stiamo davvero parlando? Altrimenti vale anche Borgo Pio.

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