PARADOSSO ITALIANO: IL PAESE DEL CIBO PAGA CHI LO CUCINA

#gigirana, chef e blogger, firma una analisi impietosa. “La situazione è drammatica: la ristorazione italiana non è mai stata così celebrata e mai così sola. Stelle Michelin, storytelling, turismo gastronomico, programmi televisivi, influencer che piangono davanti a una carbonara. Eppure dietro la porta della cucina non c’è più nessuno. Non è un’impressione romantica o nostalgica: mancano centinaia di migliaia di lavoratori tra ristoranti, bar e hotel, con stime che superano le 550.000 unità vacanti nel comparto. La domanda non è più: perché i giovani non vogliono lavorare? La domanda vera è: perché il lavoro che offriamo non è più desiderabile? Oggi un giovane vede cuochi quarantenni senza ferie, camerieri cinquantenni con contratti precari, e non ci sta. La nuova generazione non è meno laboriosa: vuole sapere quante ore farà. Vuole sapere quando riposerà. Vuole uno stipendio che permetta di vivere, non di sopravvivere. Non chiede privilegi: chiede normalità. Il risultato di questa crisi sarà probabilmente doloroso: molti ristoranti chiuderanno. Altri ridurranno i coperti, i giorni di apertura, le ambizioni. Ma quelli che resteranno saranno diversi. Più piccoli, più sostenibili, con orari più civili, con brigate più stabili. Meno eroismo, più normalità. Meno mito, più mestiere”.

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