TUTTO MALE: L’EFFETTO GUERRA SI ABBATTE SULLE VACANZE

Secondo Assoutenti la guerra in Medio Oriente da un lato modifica le scelte delle famiglie, dall’altro porta a cambiamenti delle tariffe turistiche. Il primo dato è che i motori di ricerca specializzati in prenotazioni alberghiere mostrano che, chi decide di prenotare a giugno un soggiorno di 7 notti in una delle località di mare del nostro Paese per la settimana centrale di agosto, deve fare i conti con la scarsa disponibilità di strutture ancora libere e prezzi medi più alti: certo, se aspetta un altro po’, avrà le tariffe di settembre. Di contro spostarsi in aereo per raggiungere mete estere anche esclusive risulta quest’anno particolarmente conveniente, grazie al calo della domanda di biglietti aerei legato al conflitto in atto. E quindi un’alternativa è bella che pronta. Il rischio è che la guerra sia utilizzata dagli operatori del settore per applicare rincari di prezzi e tariffe anche per voci che nulla hanno a che vedere con la situazione geopolitica internazionale, realizzando una speculazione sulle vacanze estive degli italiani. “Bicchiere molto vuoto”.

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