MONTAGNA SUL TRONO

Sui dati di Ferragosto, anche Assoturismo Confesercenti[1] evidenzia una ridefinizione geografica delle vacanze italiane: la montagna si impone come meta regina registrando 1,6 milioni di presenze (tra il 14 e il 17 agosto), mentre le città d’arte rallentano visibilmente. La spinta decisiva non deriva più soltanto dalla passione per l’escursionismo, ma anche dalla necessità di sfuggire all’afa asfissiante e ai centri urbani congestionati. Questo picco di flussi dimostra la nascita di un mercato polarizzato, in cui il turismo “al fresco” cessa di essere una nicchia d’élite per configurarsi come l’avanguardia delle cosiddette coolcations. Chi cerca il riposo fugge dallo stress termico delle città e delle spiagge tradizionali, preferendo il sollievo delle temperature dell’alta quota. Un fenomeno che sta diventando strutturale: uno sguardo ai dati Istat tra il 2019 e il 2025 registra un +21% di arrivi e +18% di presenze nei 732 comuni a vocazione montana in Italia. Non solo: i dati sulla stagionalità della montagna evidenziano l’11,5% delle presenze a febbraio, mese di punta per la neve, mentre i mesi di luglio e agosto contano rispettivamente per il 14,8% e il 17,3% delle presenze annuali. Verso la stagione unica.


[1] Dati Centro Studi Turistici di Firenze.

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