Il boom turistico estivo nelle valli e nei laghi del Nord-Est, da Tarvisio alle Dolomiti, certifica come la montagna sia diventata il rifugio prediletto contro le ondate di calore urbane. I dati regionali indicano una crescita netta delle prenotazioni estive rispetto all’anno precedente: un +15,9% in Veneto e picchi in Friuli-Venezia Giulia, con un +21,4% nel Tarvisiano. La componente straniera sembra avere una quota importante in questa specie di travaso di flussi, forse attirati dal successo delle Olimpiadi Invernali e dal riconoscimento UNESCO delle Dolomiti. Tuttavia, con un tasso di saturazione online (l’indicatore delle prenotazioni di camere e alloggi sulle OTA, dati Mitur) che a luglio ha raggiunto il 69% in FVG e il 67,9% in Veneto, gli stessi operatori lanciano l’allarme overtourism, soprattutto nelle solite località, come le Tre Cime o il Lago di Sorapis. Per il periodo estivo giugno-settembre, invece, è il Trentino a superare tutte le altre regioni con il 67,3% di tasso di saturazione delle strutture (seguito da Sardegna con 67,2% e FVG con 66,3%), valore che, però, come accortamente ribadito dal presidente di Asat e Trentino Marketing Giovanni Battaiola[1] è solo indicativo, perché “il tasso di saturazione Ota non ha la totalità delle prenotazioni sul territorio. Gli albergatori sono diventati bravi a mettere in vendita su questi portali il numero corretto di camere. Tendenzialmente si cerca di non utilizzare questi canali, ma di far prenotare i clienti direttamente, per poter incassare di più senza dover dare una percentuale al sito da cui il cliente ha prenotato. Una percentuale così alta non significa che si prenota tanto online, ma certifica una maggiore attenzione delle strutture ricettive sulle modalità di vendita”. Il conto si fa alla fine.
[1] Su l’Adige.it




