Monica Montella di ISTAT firma su LaVoce un contributo che chiarisce molte cose: non tutti i settori del turismo producono lo stesso valore a parità di impatto ambientale: il modo in cui viaggiamo fa la differenza. I “Conti integrati economici e ambientali del turismo” consentono per la prima volta questa misurazione. Le attività connesse al turismo rappresentano circa il 4,3% dell’offerta complessiva interna e contribuiscono per il 5,4% al valore aggiunto totale dell’economia italiana. Ma le pressioni ambientali risultano particolarmente concentrate nel settore dei trasporti, con quello marittimo che assume un peso significativo: genera 11,5 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, e presenta un’intensità emissiva molto elevata rispetto al valore economico prodotto. Nel trasporto aereo, la domanda turistica attiva consumi pari a 5,4 miliardi di euro e determina emissioni superiori a 4,8 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, a fronte di 5,36 miliardi di euro di produzione turistica. Si tratta del comparto che presenta il maggiore squilibrio tra valore economico prodotto e impatto climatico: registra infatti la più alta intensità emissiva in rapporto al valore aggiunto, superando le 3.200 tonnellate di CO₂ equivalente per milione di euro. Al contrario, il comparto economicamente più rilevante non è il più emissivo: gli alloggi generano 65,7 miliardi di euro con meno di 1 milione di tonnellate di CO₂. I servizi culturali e sportivi/ricreativi mostrano emissioni molto contenute a fronte di un output turistico significativo: sono ambiti ideali per strategie di diversificazione sostenibile. Infine le agenzie di viaggio e i tour operator hanno emissioni quasi nulle. Di conseguenza, eventuali strategie di decarbonizzazione del turismo dovrebbero concentrarsi prioritariamente sulla trasformazione dei sistemi di trasporto, più che sui servizi turistici in senso stretto. La creazione di valore economico è compatibile con la tutela del clima, a condizione di intervenire sulle modalità di spostamento, e non sul desiderio di viaggiare. La sostenibilità non dipende dal numero di viaggiatori, ma da come si viaggia, da quali settori crescono e da quanta efficienza ambientale accompagna la crescita. Treno+hotel, se vuoi viaggiare green. Non aereo+crociera.




