LA RADIO NON È MORTA, SI È SOLO MESSA LE CUFFIE

Secondo la seconda edizione dell’Osservatorio “Giovani e Media” di Skuola.net, con una indagine condotta su 1.500 ragazzi tra i 9 e i 24 anni in occasione della Giornata Mondiale della Radio 2026, un giovane su quattro ascolta la radio con regolarità, una quota più che raddoppiata rispetto al 12% registrato nel 2022. Tra chi la ascolta, il 58% lo fa ogni giorno. La chiave del successo è nel contenitore e nel dispositivo: se l’auto rimane il luogo preferito per 6 giovani su 10, l’ascolto tramite smartphone è raddoppiato dal 7 al 14%, trasformando la radio in un compagno di viaggio quotidiano. Complice di questo fenomeno è il multitasking: il 66% degli intervistati la accende mentre fa altro, come studiare o allenarsi, senza dover staccare gli occhi da quello che sta facendo. Gli orari più gettonati restano quelli del mattino (dalle 6 alle 9, con il 36% degli ascolti), ma cresce in modo significativo la fascia pre-serale, tra le 18 e le 21. Cambia anche ciò che si cerca: diminuisce la preferenza per le emittenti esclusivamente musicali (dal 65% al 54%), mentre aumenta l’interesse per l’infotainment, quel mix di musica, talk show, notizie e voci in diretta che Spotify non può replicare. Anche nell’etere vince la presenza umana.

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