Durante il “Travel Innovation Day” è stato affrontato il paradosso dell’intelligenza artificiale, ovvero il divario tra le aspettative di effetti positivi e gli attuali risultati economici. Per questo motivo, uno degli obiettivi principali è capire come misurare in modo concreto i benefici degli investimenti in intelligenza artificiale nel settore dei viaggi, attraverso KPI e sistemi di misurazione chiari. Dalle interviste agli operatori è emerso che il problema principale è la mancanza di condivisione dei dati. Senza dati, l’IA non può funzionare in modo efficace. Non a caso, il 79% delle aziende ritiene che la condivisione e la monetizzazione dei dati possano generare benefici concreti. Tuttavia, secondo un’indagine dell’Osservatorio Travel Innovation su 66 medie e grandi imprese del settore turistico italiano, prevale l’ottimismo riguardo all’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nei prossimi cinque anni. Il 94% degli intervistati sostiene che creerà nuovi ruoli e professionalità, il 92% che ridefinirà le mansioni, mentre solo il 59% si dichiara ottimista riguardo alla riduzione del numero di addetti. Significativo anche il dato del 100% di chi ritiene che non ci sarà alcun impatto negativo in alcune aree del settore. Niente paura, ma imparare ad usare e convivere.



