BIODIVERSITÀ URGENZA RIMANDATA

Ipsos e Doxa firmano una ricerca che ha il sapore di una ammissione di impotenza: la sensibilità ambientale è maggioritaria ovunque in Europa, (68-93%), ma l’intensità emotiva varia drasticamente: dal 73% di “molto sensibili” in Italia al 24% nei Paesi Bassi (chi l’avrebbe mai detto!). Ma a prevalere sono le sensazioni “a pelle”: è il cambiamento climatico a dominare l’agenda ambientale in tutti i paesi (60-70%), mentre la biodiversità fatica a emergere come priorità spontanea (20-49%). Esiste un gap significativo tra interesse e priorità: fino al 93% si dice interessato alla biodiversità, ma solo il 20-49% la cita tra le urgenze ambientali. Secondo i cittadini, la perdita di biodiversità è già visibile: 58-70% ha notato il declino degli impollinatori, 34-79% il degrado di fiumi e laghi. I comportamenti individuali ritenuti più efficaci sono quelli più “facili” (ridurre plastica, coltivare piante per impollinatori), mentre le rinunce significative (ridurre carne, viaggi aerei) raccolgono meno consenso. “Non nel mio giardino” versione all’amatriciana.

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