Secondo il report “Il settore vinicolo in Italia” di Mediobanca, il mercato del vino italiano sta attraversando un periodo di notevole flessione, con l’80% degli operatori (su 255 intervistati) che conferma l’instabilità del settore. Le cause di questa diminuzione sono da ricercare nelle nuove tendenze dei giovani che preferiscono bevande “super” o “non” alcoliche, comunque “mixologiche”, e nella leva del prezzo, che spinge a risparmiare in un contesto economico incerto. Tra i fattori che incidono sulla scelta del vino da acquistare, emergono la notorietà del marchio e del vitigno (40%), il minor grado alcolemico (41%), le degustazioni (37%) e la sostenibilità (33%), mentre il design della bottiglia passa in secondo piano. Per rispondere a questa crisi del settore, le cantine stanno adottando varie strategie, come diversificare l’offerta proponendo vini meno alcolici e leggeri, o addirittura senza alcol, con gusti aromatizzati, e anche espandersi in nuovi mercati, soprattutto quelli emergenti che si stanno sviluppando dal punto di vista economico. Tra le altre strategie, spiccano le pratiche di comunicazione e marketing, le vendite online e, per pochi, l’abbassamento dei prezzi. Tra i vini 2026 “Beverino” batte “Vinone”.




