VERDI PER DAVVERO

La direttiva del Parlamento europeo, recepita in Italia con il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, mira a proteggere i consumatori da pratiche di commercializzazione ingannevoli e ad aiutarli a compiere scelte di acquisto più informate, aggiungendo all’elenco UE delle pratiche commerciali vietate una serie di azioni di marketing legate al cosiddetto greenwashing (ambientalismo di facciata) e all’obsolescenza precoce dei beni. Sarà vietato l’uso di indicazioni ambientali generiche come “rispettoso dell’ambiente o degli animali”, “verde”, “naturale”, “biodegradabile”, “a impatto climatico zero” o “eco”, se non supportate da prove. La direttiva vieterà anche le dichiarazioni che suggeriscono un impatto sull’ambiente neutro, ridotto o positivo in virtù della partecipazione a sistemi di compensazione delle emissioni. Sarà regolamentato anche l’uso dei marchi di sostenibilità, data la confusione causata dalla loro proliferazione e dal mancato utilizzo di dati comparativi. Saranno autorizzati solo marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche. Il turismo ringrazia per questa ripulitura del fitto sottobosco.

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