Il Como e il Venezia hanno l’obiettivo comune di trasformarsi in brand capaci di vendere intrattenimento, ospitalità e lifestyle. Aiuta avere come base di partenza un lago o una città famosi nel mondo (e Roma e Napoli lo sanno molto bene). La partita è solo una parte di un’esperienza, sostengono Canova e Pizzurno su LaVoce: nel calcio europeo “medio” la partita non basta più. Diritti tv e sponsor premiano la scala globale; per molti club i ricavi locali hanno un tetto, mentre i costi sportivi restano volatili. Da qui un riposizionamento che somiglia a quello di molte imprese dell’esperienza: trasformarsi in un brand capace di vendere intrattenimento, ospitalità e lifestyle, riducendo la dipendenza dai risultati sull’erba verde. Ad esempio, il Como ha disegnato un modello “alla Disney”, con il lago come scenografia e il club come “ancora” di esperienze premium. La strategia prende forma in un tour operator interno che mette a catalogo pacchetti matchday con vip access e hospitality gourmet, tour sul territorio ed esperienze “lake living”: la città come estensione dello stadio e la partita come “terzo atto” di una giornata più lunga. Palla lunga e pedalare!




